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Presentiamo il nostro staff: Emanuele Gambucci

  • Nome : Emanuele
  • Cognome: Gambucci
  • Ruolo: Coach Under 14 | Responsabile Tecnico SC Esordienti e Pulcini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D. Sei all’inizio del tuo terzo anno in DFA, sei uno dei “veterani” di questa giovane società. Inizia forse la stagione forse più importante perché, oltre ad essere l’allenatore  del gruppo under 14 Regionale, avrai il ruolo di responsabile tecnico della scuola calcio in condivisione con tuo fratello. Quali sono le tue aspettative per entrambi gli incarichi?

R. Sicuramente sarà una stagione molto importante e molto impegnativa, soprattutto dal punto di vista mentale, avere la responsabilità di difendere il titolo regionale e la gestione tecnica della scuola calcio mi assorbirá completamente. Sono comunque pronto ad affrontare questo impegno, il fatto che la società mi abbia dato due incarichi così importanti è segno di fiducia, che voglio ripagare nel miglior modo possibile.
Per quanto riguarda l’under 14 sono convinto che faremo una buona stagione, cercheremo di essere protagonisti forti del lavoro che abbiamo fatto lo scorso anno. Abbiamo inserito elementi validi, vogliamo farci trovare pronti e abbiamo voglia di metterci in gioco.
Per quanto riguarda il discorso legato alla responsabilità tecnica della scuola calcio credo che inizialmente non sarà facile, il cambiamento che abbiamo in testa è abbastanza radicale, soprattutto nella programmazione e nel metodo di lavoro di lavoro che tutti gli allenatori dovranno utilizzare. Sono sicuro che dopo un periodo di rodaggio saremo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e insieme faremo un ottimo lavoro.

D. – Come responsabile tecnico della SC quale impronta vuoi lasciare in una società che è stata la prima, forse l’unica, a lavorare con il metodo a stazioni ed inserendo sul campo le figure dell’allenatore della tecnica e del preparatore coordinativo?

R. Come detto in precedenza, la differenza nella programmazione delle sedute di allenamento, della metodologia di lavoro in campo e dello stile di gioco che tutte le nostre squadre dovranno adottare, sarà abbastanza netta rispetto alle due stagioni passate. Vogliamo puntare ad avere squadre che sappiano giocare a pallone, perché riteniamo che il gioco sia più divertente ed allenate se il pallone viene toccato da tutti i componenti del gruppo squadra. Vogliamo inoltre sfruttare ancora meglio il lavoro a stazioni, che garantisce ai nostri tesserati di lavorare su tre aspetti fondamentali del calcio, che spesso vengono trascurati, contemporaneamente in ogni seduta di allenamento, ossia quello tecnico, quello fisico – motorio e quello tattico – cognitivo

 D. – Quali sono gli aspetti più importanti da insegnare e trasmettere alle categorie esordienti e Pulcini?

R.  Sicuramente che il calcio è un gioco, e nei giochi è fondamentale divertirsi, ma credo che vada anche insegnato ai ragazzi che dietro ogni seduta di allenamento c’è il lavoro di uno staff di persone che lavorano per garantire il massimo della qualità, e che quindi, oltre ad essere un gioco, è anche un impegno, di conseguenza che bisogna frequentare con dedizione, con rispetto e con voglia di migliorarsi, solo così si possono ottenere risultati, concetto che mi sento di estendere non solo per l’ambito calcistico, ma anche per la vita in generale.

D. – Tornando all’under 14: il risultato è l’unico fine? O conta il percorso che si fa per raggiungerlo? Come vedi il tuo ruolo all’interno di questa dinamica e cosa ti chiede la società?

R. Sicuramente il risultato è una componente fondamentale del gioco del calcio, sarebbe da ipocriti dire il contrario, pur dichiarando nobili intenzioni, non esiste allenatore che vada in panchina per perdere o solo per divertirsi. È chiaro che anche il percorso che una squadra deve fare per ottenere risultati ha la sua importanza, non si può pensare di vincere senza applicazione e se non si è disposti a lavorare per farlo.
A livello di obiettivi societari, quello dichiarato è sicuramente mantenere il titolo regionale, non abbiamo pressioni di altra natura, è chiaro che non possiamo accontentarci di  fare un campionato da comparse, dobbiamo puntare ad essere protagonisti. Da questo punto di vista il mio ruolo è abbastanza delicato, dovrò essere bravo a miscelare il giusto livello di competitività, senza perdere mai  di vista il percorso di crescita che come singoli e come gruppo devono fare.

D. – Il tuo modulo ideale nel calcio a 11?

R. Modulo secondo me è una parola “vuota”, può essere sicuramente un’idea di partenza, ritengo che la differenza la faccia il saper occupare bene il campo, attaccando in maniera organizzata e sapendo sfruttare al meglio gli spazi che lascia  la squadra avversaria. Detto ciò mi sono sempre trovato bene con il  4 – 3 – 3 poiché lo ritengo un modulo che offra molte linee di passaggio.

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