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In Campo con lo Psicologo

IL MODELLO INTEGRATO IN ETA’ EVOLUTIVA APPLICATO AL CALCIO

Nel panorama delle teorie dello sviluppo psicologico esistono vari approcci che da sempre sono stati oggetto di dibattito tra gli esperti del settore, i quali, la maggior parte, tendono a screditare la visione altrui, invece di incontrarsi e collaborare adottando una visione integrata rispetto al funzionamento della psiche umana. Nella mia pratica clinica con bambini e adolescenti, sia nella stanza di terapia che applicata al mondo del calcio, prediligo un modello teorico operativo integrato, ovvero che tenga conto di un insieme di fattori che si influenzano gli uni con gli altri.

Grazie ad uno stile di osservazione attento ed un approccio globale al calciatore, tali fattori (psichici-emotivi-fisici-tecnici) si intersecano inevitabilmente con diversi stili di personalità degli individui e, soprattutto, con l’ambiente circostante.

Trattando nella fattispecie il calcio, per molti psicologi dello sport o mental coach (che ultimamente vanno più di moda), lo strumento privilegiato di lavoro è il colloquio verbale all’interno di una cornice generale di richieste prevalentemente di singoli sportivi con la speranza di poter risolvere il proprio problema in poco tempo, ed in modo miracolistico.

Secondo il mio modo di intervenire, oltre all’elaborazione verbale delle proprie difficoltà, è importante anche avere la possibilità, e ciò dipende esclusivamente dalla disponibilità della società, di poter proporre attività prettamente ludiche a livello gruppale, tradotte in una sorta di esercizi pratici mirati on field somministrati all’interno di una finestra temporale che dura anche per tutta la stagione calcistica.

E’ doveroso e primario per un professionista che ha a che fare con i “giovani e fragili” atleti di oggi, tenere sempre a mente un obiettivo ben preciso di lavoro, che richiede del tempo, correlandolo il più possibile al momento evolutivo dei ragazzi e soprattutto al momento storico che sta vivendo il gruppo squadra.

L’obiettivo è quello di riuscire a costruire delle micro-forme di gioco nel gioco del calcio che conosciamo tutti bene essendo lo sport più seguito dagli italiani; ma cos’è il gioco? E’ l’espressione più autentica e spontanea dell’infanzia e dell’adolescenza dove si cerca di scoprire e comprendere il mondo fatto di oggetti, di persone, di affetti e di regole e per l’atleta in campo giocare significa conoscere le proprie risorse ma soprattutto anche i propri limiti mettendosi alla prova in modo consapevole ed in questo i ragazzi mostrano da sempre un grande coraggio!!!

In sintesi, il modello integrato pone l’attenzione non solo su ciò che l’atleta sa fare o non sa fare, ma principalmente sul COME lo fa in un’ottica emotivo-relazionale ed oramai abbiamo compreso chiaramente negli ultimi anni che, il saper imparare nel tempo a gestire le proprie emozioni nella pratica sportiva, porta al raggiungimento di maggiori successi personali e di squadra.

E’ responsabilità dell’adulto di riferimento mettere il calciatore nella condizione di poter vivere e parlare di emozioni soprattutto in situazioni sotto-pressione, dove verrebbe più facile prendere la strada opposta dell’evitamento e della negazione di ciò che sta accadendo a livello psico-emotivo-corporeo. Durante un corso svoltosi a Verona a fine Ottobre, ho apprezzato molto l’intervento del preparatore atletico del Chievo Verona Giambattista Venturati, il quale dopo aver parlato delle sue modalità di lavoro in campo portandoci dei numeri, ha concluso sinteticamente toccando il tema delle Emozioni e sottolineando il fatto che ai ragazzi bisognerebbe sempre chiedere “Come stai? Come ti senti?” perché in questo modo si tenta di sintonizzarsi con loro a vari livelli.

Durante il circle-time (momento in cui gli atleti sono disposti in cerchio dinanzi all’interlocutore allenatore o psicologo dello sport) si possono trattare diverse tematiche quali il rapporto tra i giocatori, le dinamiche che si sviluppano partita dopo partita, lo sviluppo della leadership, la gestione delle risorse e tanto altro; gli esercizi in campo nel tempo aiutano i calciatori rispetto allo sviluppo non solo delle tanto “pubblicizzate” abilità mentali, bensì delle cosiddette abilità psico-emotive (Godino G. 2017) che contribuiscono al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé all’interno del rettangolo verde di gioco.

Tornando all’importanza dello psicologo dello sport all’interno delle società di calcio[1], tale figura dev’essere un attento conoscitore dello sport e delle tappe dello sviluppo psichico umano, dotato di una personalità sana ed equilibrata in grado di controllare le diverse variabili intervenienti in campo, prevenire comportamenti disadattivi[2], tollerare le dinamiche che si sviluppano fungendo da ausilio ai giocatori e/o all’allenatore senza intromissioni riguardanti aree tecnico-tattiche, bensì proponendo attività parallele che favoriscano il processo di individuazione dell’intero gruppo-squadra, perché solo tutti insieme si può vincere.

Il calcio è uno sport abbastanza semplice dal primo momento in cui è nato, ma purtroppo oggi molti lo rendono difficile sotto tanti punti di vista. I bambini sono immediati, diretti, scaltri ed inconsapevoli e devono sempre poter gioire in libertà e semplicità sul prato verde senza dover troppo “pensare” e preoccuparsi di troppe cose, ad esempio di diventare complicati…come gli adulti.

Prima di chiedere ad un bambino “Hai vinto o perso? Quanti goals hai fatto oggi”, possiamo benissimo osservarlo ed asserire “ Come stai? Ti sei divertito? Come ti senti quando riesci a calciare il pallone?“.

[1]     Pochissime sono le squadre in Italia che si avvalgono dello Psicologo dello Sport in modo costante e continuativo e che prediliga interventi gruppali in campo. Nell’organigramma molte società lo menzionano ma poche lo considerano necessario ai fini dell’allenamento e della crescita della squadra per il raggiungimento degli obiettivi sportivi.
[2]     Proprio nell’intento di prevenire atteggiamenti disfunzionali in campo possiamo ricordare ciò che è successo Domenica 26.11.17 durante la partita Atletico 2000 vs Nuova T.T. Teste categoria allievi Elite.

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